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A.R.M.I. - Associazione Radioamatori Marinai Italiani

Radioamatori di Marina

IQ9MQ

INFORMAZIONI

 

Informazioni sull'associazione e come si diventa "Radioamatori di Marina". 

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I MARINAI

 

Una carrellata di alcune foto personali in divisa e non, di  "Radioamatori di Marina". 

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NEWS

 

News delle attività programmate dell'Associazione Radioamatori Marinai Italiani. 

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CALENDARIO

 

Calendario ufficiale delle attività dell'Associazione Radioamatori Marinai Italiani. 

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DX CHAT

 

Una DX Chat per tutte le attività dell'Associazione Radioamatori Marinai Italiani. 

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In occasione del 160° anniversario della fondazione della Marina Militare Italiana e  per la “Festa della Marina Militare Italiana” che si svolgerà nello splendido scenario di Gaeta, l’A.R.M.I. e l’A.R.I. sezione Basso Lazio indicono un diploma denominato "ITALIAN NAVY DAY 2022". Il Diploma è conseguibile da tutti gli OM e SWL del mondo.

 

REGOLAMENTO

 

PERIODO di validità

Il diploma avrà inizio il 1 giugno 2022 (00:00 UTC) e si concluderà il 15 giugno 2022 (24.00 UTC).

STAZIONI

- Stazione jolly: IIØMMI
- Stazioni iscritte all' A.R.M.I.;
- Stazioni iscritte alla sezione ARI Basso Lazio;
- Stazioni iscritte ad altri Naval Clubs;

MODI 

Sono consentiti i seguenti modi : CW - SSB – FT8/FT4 - PSK31 - RTTY

BANDE

Tutte le bande HF, secondo il Band Plan IARU

PUNTI QSO

QSOs (HRD) con la  stazione "JOLLY" IIØMMI valgono 25 punti (tutti i modi);
QSOs (HRD) con membri ARI/ARMI sez. Golfo di Gaeta valgono 10 punti (tutti i modi);
QSOs (HRD) con A.R.M.I. Club e Naval Clubs Stations valgono 5 punti (CW);
QSOs (HRD) con A.R.M.I. Club e Naval Clubs Stations valgono 3 punti (SSB);
QSOs (HRD) con A.R.M.I. Club e Naval Clubs Stations valgono 2 punti (FT8/FT4/PSK/RTTY);

 

N.B. : Ogni stazione (ARMI, ARI Basso Lazio e la stazione JOLLY), può essere collegata una sola volta al giorno, per ogni modo di emissione.

 

PUNTI DIPLOMA

Per ottenere il diploma è necessario un minimo di punti come segue :

Stazioni Italiane : 100 punti;
Stazione Europee: 50 punti;
Stazioni extra-Europee: 25 punti;

CHIAMATA

La chiamata sarà come segue :

CW / PSK31-RTTY : CQ CQ DE IIØMMI IIØMMI IT NAVY DAY AWARD K

SSB : CQ CQ da IIØMMI – CHIAMATA PER IL DIPLOMA ITALIAN NAVY DAY IN OCCASIONE DELLA FESTA DELLA MARINA MILITARE ITALIANA .

RAPPORTI E NUMERI

Le  Stazioni ARI Basso Lazio passeranno i rapporti RST seguiti dalle lettere “BL” .
Le stazioni A.R.M.I. passeranno i rapporti RST seguiti dal numero di iscrizione (MI#)
Le stazioni NAVAL (*) passeranno i rapporti RST seguiti dal numero di iscrizione corrispondente al proprio club (MF# - IN# - RN#....).

CATEGORIE

Sono previste quattro categorie:

"MIXED" (CW/SSB/DIG)
"PHONE" (SSB)
"MORSE" (CW)
"DIGITAL" (FT8/FT4/PSK/RTTY)

PREMI

Il punteggio più elevato di ogni Categoria riceverà una pergamena;
Tutti i diplomi saranno in formato grafico o PDF, e saranno inviati via email.
Per gli SWL è prevista una categoria a parte (MIXED);

RICHIESTE

Il Diploma andrà richiesto all'  Award manager :

IZ0EGC
Carlo Avallone
C.da Calabretto 100
 I-04020 ITRI (LT)

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LOGS

Saranno accettati sia Logs su carta (stampati, non scritti a amano) o in formato digitale (files tipo  .dbf, .xls, .doc, .txt o altri files di tipo ADI, CBR.

  

SCADENZA

Le richieste per il diploma dovranno pervenire non oltre il 30. 06. 2022.

 

INFORMAZIONI

Eventuali informazioni in merito alle stazioni partecipanti ed al diploma possono essere prelevate dal sito ufficiale dell’A.R.M.I. o dal sito web della sezione ARI BASSO LAZIO.

 

 

 

 

REGOLAMENTO

L’Associazione Radioamatori Marinai Italiani,  indice il diploma dedicato al "43° anniversario della costituzione dell'VIII Gruppo Navale della Marina Militare Italiana - Missione Vietnam".  
La manifestazione si terrà dalle ore 08:00 (ora locale) del 4 luglio (data di partenza delle navi) alle ore 13:00 (ora locale) del 21 agosto (data di arrivo delle navi).
Per conseguire il Diploma gli OM ed SWL dovranno collegare/ascoltare tutte e tre le stazioni speciali:  II0IAJV (Incrociatore Vittorio Veneto), II9IADO (Incrociatore Andrea Doria) e II0IGNL (Rifornitore di Squadra Stromboli) in BANDE o MODI diversi. Pertanto verranno considerati validi i log che conterranno almeno due contatti per ogni stazione speciale in giorni diversi.
L’estratto Log dovrà essere inviato entro e non oltre il 15 Settembre 2022 via e-mail all’award manager nazionale: IT9MRM – Alberto Mattei  all’indirizzo e-mail:

 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Il diploma sarà rilasciato gratuitamente in formato .jpg e sarà inviato direttamente, solo per posta elettronica.

 


 

Diplomi rilasciati: OM3CND - IK1AAS - IU7HDQ - SWL I/2019-7/TO - IK8EJN - SWL I3/6031/BZ - EA5005SWL - DE6FTA - E77OA - IU5KZF -  IT9IFV - IT9YBL - YO5OSF - IK8VHP - IT9ETC - IU1FQB - IZ6WRI - IZ6FHZ - IK7VKC - IU7EDX - IK4FJE - DM7CW -  DL2AMM - IU5MPR - I1PJK - IZ0TWI -

 

 Come l'Italia viaggiò mezzo mondo per salvare i “boat people” vietnamiti, 43 anni fa

“Siete diversi dagli altri popoli, per voi esiste un prossimo che soffre”. Riportata in auge da un articolo di queste ore, un'incredibile storia italiana di solidarietà e accoglienza (in un periodo in cui nessun altro voleva farla)

“Boat people” nel mar cinese meridionale, 1982 (foto: Michel Setboum/Getty Images)

Il 21 agosto 1979 la Marina militare italiana restituiva alla terra ferma 907 rifugiati politici provenienti dal Vietnam del sud, superstiti della dura repressione seguita alla fine della guerra combattuta nel piccolo paese asiatico tra il 1955 e il 1975.È una storia di sofferenza, di dedizione e infine di accoglienza, una storia a lieto fine facilmente riconducibile a dinamiche politiche di stretta attualità, ma da queste distante per dimensioni ed epoca storica. È soprattutto una storia molto bella, di cui si è tornati a parlare in questi giorni grazie a un grande articolo di Nicolò Zuliani per Termometro Politico

I boat people 
Sono i giorni caldi dell'emergenza umanitaria dei boat people, migliaia di civili vietnamiti costretti a lasciare le proprie abitazioni dopo la caduta di Saigon. Il conflitto tra Vietnam del nord e Vietnam del sud – il primo vero impegno bellico degli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale, costato al paese circa 250 miliardi di dollari – è stato devastante, con imponenti perdite su entrambi i fronti. Il dopoguerra, in ogni caso, per gli sconfitti sarà anche peggio. La guerra si conclude ufficialmente il 30 aprile del 1975, con la vittoria del regime comunista instaurato da Ho Chi Minh nel nord, che ora controlla l'intero paese. Il prezzo della riunificazione è terribile e il Vietnam del sud si trasforma così nello scenario da incubo di esecuzioni sommarie, espropri e persecuzioni. Gli abitanti delle aree sconfitte preferiscono la fuga alla morte e prendono il mare servendosi di imbarcazioni di fortuna, ribattezzate *carrette del mare, *e diventando boat people.


L'operazione Vietnam
Il mondo è shockato dalle immagini di disperazione provenienti dai barconi, in balìa della tempesta e dei pirati che affollano le acque del mar Cinese meridionale. L'accoglienza di rifugiati politici in fuga dal regime comunista è tuttavia una pratica molto delicata, soprattutto col muro di Berlino ancora in piedi, e nessun paese sembra davvero disposto a farsi carico dell'accoglienza.L'opinione pubblica si mobilita e persino due intellettuali agli antipodi come Jean-Paul Sartre e Raymond Aron, un gauchista e un liberale sempre uno contro l'altro, si troveranno uniti nel perorare la causa dei vietnamiti di fronte al presidente francese **Giscard d'Estaing. **A sbloccare la situazione è però il presidente della Repubblica italiana Sandro Pertini, socialista e partigiano, che di fronte a quelle stesse immagini non potè far altro che dare al capo del governo Giulio Andreotti l'ordine che tutti stavano aspettando: “Salva quelle persone”.Iniziò così l'operazione Vietnam, affidata politicamente al ministro della Difesa Attilio Ruffini e al deputato semplice Giuseppe Zamberletti, scomparso il 26 gennaio di quest'anno. La Marina Militare italiana non aveva mai affrontato una missione di questa portata: tre navi, gli incrociatori Vittorio Veneto e Andrea Doria e la nave appoggio **Stromboli, **per un totale di 832 posti letto, si riunirono a Creta dopo aver ridotto l'equipaggio per far posto ai naufraghi e partirono alla volta del golfo del Siam. Nessuno nascondeva il dispiacere del mancato ricongiungimento alle famiglie” racconta al Sole 24 ore l'ammiraglio Marcello De Donno, che apprese la notizia della missione al termine di un'intera stagione al largo sulla Vittorio Veneto, “ma avevamo la netta percezione, tutti, fino all’ultimo marinaio, della responsabilità affidataci dal governo e dal presidente della Repubblica Sandro Pertini”.Foto di Fresco/Evening Standard/Hulton Archive/Getty Images 

L'operazione partì ufficialmente il 4 luglio 1979 e dopo dieci giorni di navigazione le tre navi fecero sosta a Singapore, alla ricerca di rifornimenti e informazioni logistiche. Il primo salvataggio avvenne il 25 luglio, non lontano da una piattaforma petrolifera della Esso. Dopo 12mila chilometri in mare aperto, senza la possibilità di fare scalo e con condizioni atmosferiche a dir poco avverse, la Marina militare utilizzò i suoi tre interpreti (tra i quali due sacerdoti messi a disposizione dalla Chiesa) per recapitare un messaggio di speranza ai naufraghi:

Le navi a voi vicine sono della Marina Militare Italiana e sono venute per aiutarvi. Se volete potete imbarcarvi sulle navi italiane come rifugiati politici ed essere trasportati in Italia. Attenzione, le navi ci porteranno in Italia, ma non possono portarvi in altre nazioni e non possono rimorchiare le vostre barche. Se non volete imbarcarvi sulle navi italiane potete ricevere subito cibo, acqua e assistenza medica. Dite cosa volete e di cosa avete bisogno”.

È il momento più duro della missione. I militari erano preparati allo scenario peggiore possibile, ma non a quello scenario: esseri umani allo stremo, con in braccio bambini denutriti e condizioni igieniche disumane. L'ammiraglio De Donno racconta: “Ricordo ancora i loro occhi: c'era il dolore di aver lasciato tutto, il senso di smarrimento, le incognite del futuro. E la sofferenza atroce, in molte donne, nell'aver subito violenze”.

A quel punto saltano tutti gli schemi, le procedure per evitare contagi non esistono più. Esistono solo persone al di là e al di qua di una barca, che devono essere portate in salvo e protette. In tutto la Marina militare salverà 907 persone, tra cui 125 bambini, percorrendo 2640 miglia marine e perlustrando 250mila chilometri quadrati.

Le tre navi faranno ritorno in Italia solo il 21 agosto, accolte da un nuovo governo (il primo presieduto da Cossiga) e da tutti gli alti gradi militari del paese. Per evitare qualsiasi rischio di contagio, i naufraghi avrebbero affrontato un periodo di quarantena nel Lazzaretto vecchio di Venezia, ma molti di loro faranno resistenza prima di sbarcare, chiedendo informazioni sulla possibilità di arruolarsi in Marina, come forma di gratitudine.

Molte delle persone salvate sono oggi cittadini italiani a tutti gli effetti, così come i loro figli e in qualche caso i loro nipoti. Insieme alle loro vite e alla loro gratitudine, di questa storia resta una lettera, scritta dai vietnamiti portati in salvo e destinata all'equipaggio:

Ammiraglio, comandante, ufficiali, sottufficiali e marinai; grazie per averci salvati! Grazie a tutti coloro che con spirito cristiano si sono sacrificati per noi notte e giorno. Voi italiani avete un cuore molto buono; nessuno ci ha mai trattato così bene. Eravamo morti e per la vostra bontà siamo tornati a vivere. Questa mattina quando dal ponte di volo guardavamo le coste italiane una dolce brezza ci ha accarezzato il viso in segno di saluto e riempito di gioia il nostro cuore. Siete diversi dagli altri popoli; per voi esiste un prossimo che soffre e per questa causa vi siete sacrificati. Grazie”.

 

[articolo di Simone Fontana tratto da www.wired.it ]

 

REGOLAMENTO

L’Associazione Radioamatori Marinai Italiani, in collaborazione con l'I.N.O.R.C. , indice il diploma dedicato all' "84° anniversario della consegna della bandiera di combattimento al Regio Sommergibile SCIRE' - 1838-2022".  
La manifestazione si terrà il 18 e 19 Giugno 2022 dalle ore 06:00 (UTC) di sabato alle ore 22:00 (UTC) di domenica.
Per conseguire il Diploma gli OM ed SWL dovranno collegare/ascoltare le stazioni  IQ9MQ (India Quebec Nove Mike Quebec) e IQ1NM (India Quebec Uno November Mike) in BANDE o MODI diversi. Pertanto verranno considerati validi i log che conterranno almeno due contatti per ogni stazione speciale.
L’estratto Log dovrà essere inviato entro e non oltre il 30 Giugno 2022 via e-mail all’award manager IT9MRM – Alberto Mattei all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Il diploma sarà rilasciato gratuitamente in formato .jpg e sarà inviato direttamente via email.

 

DIPLOMA RILASCIATI

IZ6WRI - I1PJK - IZ6ASI - IK5JWQ  - IT9JPS - SWL I3-6031BZ - IK5TBI - IT9YBL - SWL I4-4438BO
IW0HIQ - IZ6BUV - IT9IFV - IT9CLY - IT9CKA - IK8NKQ - IT9CVX - IS0FQK - IT9ETC - IU7MZC
IK1YBL - IK8VHP - IT9JAV - IZ8CJT - IW9BJP - IS0SZU - IZ8ESK - IK8TEO - IZ0XZD - IK0PRH
IT9PPX - IV3WTI  

 

REGIO SOMMERGIBILE SCIRE'

Tra i tanti battelli della Regia Marina che hanno operato nel secondo conflitto mondiale, lo Scirè è - senza dubbio - il più noto e famoso: fama e notorietà ben meritate e dovute a una carriera leggendaria, ad azioni che fanno ormai parte della tradizione della Marina italiana e del suo “immaginario collettivo”, alla sua tragica fine e, allo stesso tempo, indissolubilmente legate alle figure dei due comandanti che - tra il 1940 e il 1942 - fecero sì che questo sommergibile si evidenzi, oggi, in modo del tutto particolare nella storia della Forza Armata e nel cuore di tutti i marinai, in servizio o in congedo.
Lo Scirè apparteneva alla classe “600” che - con 59 unità - costituisce il gruppo più numeroso, omogeneo e meglio riuscito tra i sommergibili italiani che operarono durante il secondo conflitto mondiale, realizzato in cinque serie dai primi anni Trenta sino a guerra inoltrata:
• serie “Argonauta” (7 unità, 1929-32)
• serie “Sirena” (12 unità, 1931-34)
• serie “Perla” (10 unità, 1935-36)
• serie “Adua” (17 unità, 1936-38)
• serie “Acciaio” (13 unità, 1940-42)
Lo Scirè faceva parte della serie “Adua”, i cui battelli erano anche noti come “africani” in quanto portavano tutti i nomi di elementi geografici dell’Africa Orientale Italiana, conquistata al termine della Guerra d’Etiopia poco prima dell’impostazione delle 17 unità della serie. Erano del tutto analoghi ai precedenti “Perla” e, al termine del conflitto, sopravviveva il solo Alagi mentre gli altri battelli erano andati tutti perduti tra il 1940 e il 1944.
Definiti all’epoca “battelli di piccola crociera”, erano sommergibili a semplice scafo, con controcarene, del tipo “Bernardis”.
La prima serie (“Argonauta”) ebbe origine da una rielaborazione del progetto degli “Squalo” curata dall’ing. Curio Bernardis su una specifica emessa alla fine degli anni Venti dalla Regia Marina per unità da 600 tonnellate di dislocamento standard.
Le dimensioni e il dislocamento vennero lievemente maggiorate con le serie successive, e gli “Acciaio” entrarono in servizio con la falsatorre di dimensioni ridotte (dal disegno analogo a quella degli u-boote tipo “VII C” della Kriegsmarine), mentre - tra il 1941 e il 1942 - furono analogamente modificate le falsetorri originarie, più grandi, delle unità appartenenti alle cinque serie precedenti.

Impostato nei Cantieri OTO del Muggiano (La Spezia) il 30 gennaio, 1937, lo Scirè fu varato il 6 gennaio 1938 ed entrò in servizio il successivo 25 aprile. Suo primo comandante, sino al 16 ottobre 1938, fu il c.c Alessandro Michelagnoli che - nel dopoguerra - con il grado di ammiraglio di squadra avrebbe ricoperto l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Marina Militare (1965-68). Il 19 giugno 1938, alla Spezia, ebbe luogo la cerimonia della consegna della Bandiera di Combattimento, donata all’unità dal Fascio Femminile di Pistoia, presente la Madrina Anita Baldi.
Dal 17 ottobre 1938 al 23 giugno 1940 il comando passò al t.v. Riccardo Lesca e poi - per un breve periodo (24 giugno / 11 settembre 1940) - al t.v. Adriano Prini. In questo periodo, l’unità fu sempre in forza alla XV Squadriglia sommergibili di base alla Spezia, effettuando alcune missioni nei primi mesi di guerra nel corso di una delle quali, il 10 luglio 1940, affondò il piccolo piroscafo francese Cheik di 1.057 tsl, sud ovest della Sardegna.
L’assunzione del comando da parte del c.c Junio Valerio Borghese coincise anche con il passaggio del battello alle dipendenze della X Flottiglia MAS e l’inizio di un ciclo di lavori, effettuati tra agosto e settembre del 1940 all’Arsenale della Spezia, per essere modificato per il trasporto degli “S.L.C.”, sulla base di analoghe sistemazioni già realizzate per il Gondar. In particolare, furono sbarcati il cannone e le relative munizioni, tre lunghezze di catena, un ancorotto, un cavo di rimorchio ed altre attrezzature non indispensabili, procedendo all’installazione di tre cilindri stagni in coperta (uno a prora della falsatorre e due - affiancati - a poppavia) per il trasporto di altrettanti “S.L.C.”.
I cilindri permettevano il trasporto degli “S.L.C.” alla quota massima operativa del battello (90 metri), ed era possibile procedere alla messa a mare dei mezzi tanto con il battello posato sul fondo, ad una quota massima di 15 metri, quanto con l’unità in affioramento.
Al comando del c.c. Borghese, lo Scirè effettuò cinque missioni di avvicinamento e trasporto di “S.L.C.”. Quattro avevano come obiettivo Gibilterra e - sebbene la prima missione fu interrotta perché le navi della Forza “H” avevano lasciato il porto, la seconda fallì con la cattura di due operatori (Birindelli e Paccagnini) e la terza non conseguì risultati concludendosi con la perdita del t.v. Licio Visintini e del s.c. palombaro Giovanni Magro - nel corso delle tre azioni furono acquisite indispensabili esperienze che si rivelarono fondamentali per le future operazioni dei mezzi d’assalto subacquei della Regia Marina.
Difatti, nel corso della quarta e ultima missione dello Scirè contro Gibilterra (operazione “B.G.4”, tra il 16 e il 25 novembre 1941) i “maiali” ottennero finalmente i loro primi successi, con l’affondamento della cisterna britannica Denbydale di 15.893 tsl e il danneggiamento di altri due mercantili.
La successiva - e ben nota - missione “G.A.3” fu quella contro la munita base britannica di Alessandria che, la notte sul 19 dicembre 1941, portò al grave danneggiamento delle navi da battaglia Valiant e Queen Elizabeth, della cisterna Sagona e del caccia Jervis, e ad essa è dedicato lo specifico articolo di pag. 42.
Poco tempo dopo, Junio Valerio Borghese lasciò lo Scirè per dirigere il reparto subacqueo della X Flottiglia MAS, e il comando fu assunto dal c.c. Bruno Zelik, compagno di corso dello stesso Borghese ed anch’egli ufficiale di provate capacità ed esperienza.
Partendo da La Spezia il 27 luglio 1942, lo Scirè raggiunse Lero, da dove salpò il 6 agosto diretto ad Haifa: era previsto che nel corso dell’operazione, denominata “S.L.1”, venissero rilasciati nuotatori “Gamma” che avrebbero dovuto attaccare con cariche esplosive portatili il naviglio nemico presente in porto. Attorno alle 10.30 del 10 agosto 1942, però, poco fuori Haifa lo Scirè fu individuato dalla corvetta britannica HMS Islay e sottoposto a caccia antisom: il preciso lancio di bombe di profondità costrinse il battello ad emergere, per venire però subito inquadrato dal tiro delle artiglierie del 14° Coast Regiment inglese che, in breve, ne provocò il rapido affondamento con la perdita della totalità del personale presente a bordo (50 uomini d’equipaggio e 10 operatori).
Con Regio Decreto del 10 giugno 1943 (la cui motivazione, se esistente, non venne peraltro mai pubblicata) lo Stendardo dello Scirè - unico tra i sommergibili italiani - venne decorato con Medaglia d’Oro al valor Militare.

Nel 1984, la nota missione di Nave Anteo nelle acque di Haifa consentì il recupero dei resti di 42 Caduti dello Scirè che, subito dopo l’arrivo dell’Anteo a Bari il 15 ottobre, furono tumulati nel Sacrario dei Caduti d’Oltremare.
Reperti recuperati a più riprese dal relitto dello Scirè sono oggi esposti presso vari Musei ed Enti della Marina, nonché in altre collocazioni. In particolare, il Museo Tecnico Navale della Spezia espone un cilindro contenitore, parte della portelleria e lamiere varie; il Museo Storico Navale di Venezia un altro cilindro contenitore; altri cimeli, infine, sono conservati presso il Comando Subacquei e Incursori del Varignano e le Caserme sommergibili della Spezia e di Taranto.

[articolo scritto da Maurizio Brescia - Marinai d'Italia Agosto/Settembre 2014]

 

Il Diploma è stato ideato e organizzato dall'A.R.M.I. - Associazione Radioamatori Marinai Italiani - e la partecipazione è aperta a tutti gli OM e SWL del mondo.

Con il diploma "92° Anniversario varo della Nave Scuola Amerigo Vespucci" si vuole ricordare il varo effettuato il 22 febbraio del 1931 a Castellammare di Stabia.

La regina delle nostre navi compie 92 anni. L'Amerigo Vespucci, l'unità più antica della Marina Militare Italiana, considerata 'la nave più bella del mondo', è il simbolo della marittimità nazionale, custode di antiche tradizioni e ambasciatore dell'Italia nel mondo, si appresta a festeggiare il suo compleanno.

 

"La sua polena dorata ha solcato tutti i mari del globo e le sue vele sono state gonfiate dai venti di tutti i quadranti, ma questo vascello senza tempo, orgoglio della Marina Militare, è sempre pronto a vivere nuove avventure.

 

REGOLAMENTO

PERIODO di validità

Il diploma avrà inizio il 18 febbraio 2023 (08:00 UTC) e si concluderà il 26 febbraio 2023 (23.59 UTC).

STAZIONI

Saranno attive le seguenti stazioni:

- Stazioni Jolly: II9AV

- Sezioni A.R.M.I.: IQ0PM - IQ7UJ - IQ7AAJ - IQ8XS - IQ9MQ - IQ9AAF - IQ9AAH - IQ9AAK

- Sezione A.R.I. Castellamare di Stabia: IQ8ST

MODI

Sono consentiti i seguenti modi: CW – SSB – RTTY – PSK – FT8 – FT4

BANDE

Tutte le bande HF, secondo il Band Plan IARU:
80 – 60 – 40 – 30 – 20 – 17 – 15 – 12 – 10 m.

PUNTI QSO

Contatto con stazioni Jolly 15 punti (tutti i modi);

Contatto con sezione ARI/ARMI 6 punti (CW);

Contatto con sezione ARI/ARMI 4 punti (SSB);

Contatto con sezione ARI/ARMI 2 punti (DIGI);

Le stazioni attivatrici possono essere collegate più volte al giorno su bande e modi diversi.

CLASSIFICA

L’award prevede una classifica unica per cacciatori, ed è visibile in tempo reale sulla piattaforma hamaward.cloud (tramite proprio account oppure sulle pagine delle stazioni attivatrici su QRZ.com).

AWARD

L’intera gestione dell’award sia per gli attivatori che per i cacciatori è devoluta interamente e in real time alla piattaforma hamaward.cloud

CHIAMATA

La chiamata sarà come segue:

CW / PSK31-RTTY: CQ CQ DE II9AV  92 ANNIVERSARIO NAVE VESPUCCI K

SSB : CQ CQ da II9AV – 92 ANNIVERSARIO VARO NAVE AMERIGO VESPUCCI.

PREMI

Le prime tre stazioni che avranno ottenuto il punteggio più elevato in assoluto, riceveranno un premio;

Tutte le stazioni potranno scaricarsi il diploma in formato grafico, effettuando il download dalla piattaforma hamaward.cloud al raggiungimento di 92 punti e al termine della gara.

RICHIESTA PLACCA

Per la manifestazione è stata ideata una placca ricordo dell’evento, che al solo costo forfettario di 40 euro (compreso di imballo e spese di spedizione) potrà essere richiesta all' Award manager:

 

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Le stazioni che lo desiderano, potranno inviare il contributo per la placca tramite le seguenti modalità:

- via “POSTEPAY”  4023600964377842 intestata a Mattei Alberto;

- via “PAYPAL” al seguente indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

- BONIFICO BANCARIO: IBAN IT46V0200884625000103416422 c/o UNICREDIT filiale di Augusta.

DQSL/EQSL

Tutte le stazioni possono scaricarsi automaticamente dopo il contatto, la digital QSL. Al termine della manifestazione tutte le stazioni attivatrici provvederanno a caricare il loro log anche su Eqsl.cc

 

 


 

 

 

Amerigo Vespucci: una storia affascinante

Amerigo Vespucci, il veliero dalla storia ricca e affascinante; la decisione di costruirlo risale al 1925, per sostituire l'omonima nave scuola della classe Flavio Gioia, un incrociatore a motore e a vela, posto in disarmo del 1928 e ormeggiato a Venezia, utilizzato come asilo infantile per gli orfani dei marinai.

L'Amerigo Vespucci fu progettato con l'imbarcazione gemella di dimensioni diverse Cristoforo Colombo, dall'ingegnere Francesco Rotundi, tenente colonnello del Genio navale e direttore dei Regi cantieri navali di Castellammare di Stabia, attraverso i progetti del veliero Monarca, l'ammiraglia della Real Marina del Regno delle Due Sicilie.

Al tempo, la Real Marina era considerata all'avanguardia e assieme a quelle liguri costituirono il primo nucleo della flotta militare italiana, di cui si trova testimonianza nel Museo navale di La Spezia. Il prototipo fu costruito dal modellista navale ufficiale dei Cantieri Navali di Stabia Michele Filosa. La nave scuola fu varata il 22 febbraio 1931 a Castellammare di Stabia e partì il 2 luglio, una volta terminati tutti gli allestimenti, per Genova, dove il 15 ottobre 1931 ricevette la bandiera di combattimento. Il comandante che la ricevette fu Augusto Radicati di Marmorito, che ebbe il compito di affiancare la Cristoforo Colombo nell'attività di addestramento.

Con la Colombo e un'altra nave più piccola furono eseguite diverse crociere di addestramento nel Mediterraneo e nell'Atlantico. Al termine della seconda guerra mondiale, la Cristoforo Colombo fu ceduta all'URSS, quale risarcimento dei danni di guerra, assieme ad altre unità, per effetto degli accordi internazionali di pace che furono presi.

 

L'Amerigo Vespucci come nave scuola a vela

Per alcuni anni, nel periodo tra il 1946 e il 1952, l'Amerigo Vespucci fu l'unica nave scuola a vela della marina militare italiana, fino all'entrata in servizio dell'Ebe, un brigantino goletta del 1921, e poi affiancato nel 1955 dal Palinuro, un altro veliero francese.

Rimane il fatto che l'Amerigo Vespucci, attualmente, è la più anziana nave della Marina Militare tuttora in servizio.


Caratteristiche tecniche e tradizioni dell'Amerigo Vespucci

L'Amerigo Vespucci è un veliero di lunghezza 82 metri di scafo mentre da poppa a bompresso è di 101 metri, mentre la larghezza è di 15,56 metri. La velatura complessiva è di 2650 metri quadri su 24 vele quadre e di straglio, realizzate in tela olona. L'alberatura è su tre alberi e bompresso, albero di maestra (54 metri), trinchetto (50 metri) e mezzana (43 metri). La nave è inoltre fornita di motori diesel ed elettrici, oltre ad alternatori per la fornitura di energia elettrica. La velocità è di 10 nodi, corrispondenti a circa 19 km orari. L'equipaggio è composto da 470 persone, e tutti i lavori di manutenzione eseguiti sono stati svolti in modo da mantenere lo splendore originale della nave.

L'Amerigo Vespucci da sempre mantiene vive le sue tradizioni, come le vele, che sono realizzate ancora in tela olona, un materiale vegetale, e le manovre, che sono rigorosamente eseguite ancora a mano. A bordo, gli ordini vengono impartiti dal comandante, tramite il nostromo, con il fischietto. L'imbarco e lo sbarco di un ufficiale avviene con gli onori al barcarizzo, in base al grado dell'ospite.

L'Amerigo Vespucci ha avuto tre diversi motti, nel tempo. Dal 1931 al 1946 è stato: "Per la Patria e per il Re", sostituito dal 1946 al 1978 con "Saldi nella furia dei venti e degli eventi". Dal 1978, ufficializzato ad oggi, il motto dell'Amerigo Vespucci è questo: "Non chi comincia ma quel che persevera".

 

Le campagne di addestramento dell'Amerigo Vespucci

L'addestramento avviene attraverso delle campagne che prevedono delle crociere di istruzione. Ne sono state effettuate 71, e con itinerari diversi. Nello specifico, sono state effettuate 37 crociere in Nord Europa, 20 nel Mediterraneo, 4 nell'Atlantico Orientale, 7 in Nord America, 1 in Sud America e 1 circumnavigando il Globo.

In alcune occasioni particolari l'Amerigo Vespucci è stato anche chiamato a svolgere alcuni compiti da ambasciatore sul mare dell'arte, della cultura e dell'ingegneria italiana, ormeggiando in alcuni importanti porti come Auckland (Nuova Zelanda) nel 2002 per l'America's Cup, oppure ad Atene nel 2004 per le Olimpiadi, e molte altre importanti occasioni dove il veliero ha avuto un ruolo da protagonista.

C'è stata un'occasione degna di nota, nel 1962, quando l'Amerigo Vespucci incontrò nel Mediterraneo la portaerei statunitense USS Independence, che con il segnalatore luminoso chiese: "Chi siete?". Alla domanda il veliero si presentò come "Nave scuola Amerigo Vespucci, Marina Militare Italiana". La nave statunitense rispose: "Siete la più bella nave del mondo". Un'occasione più che degna di nota: memorabile!


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[articolo  tratto da www.viceconti.it ]

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